Capita a volte di trovarsi a parlare di persone non presenti, è una cosa che troppo spesso ci viene naturale. Non riusciamo a non giudicare, a non dire la nostra.. Ecco, invece io mi sono resa conto che da un po’ di tempo a questa parte, ogni volta che mi colgo nel giudicare qualcuno per qualcosa che ha detto o fatto mi sento pervadere da un sentimento negativo, è come se mi sentissi un po’ in colpa. Forse perché quelle volte in cui ho giudicato me stessa non ho fatto altro che chiudermi delle strade, percorrendo solo la direzione severa del giudizio ma che quasi sempre si è rivelata non essere la mia.
E’ così difficile non giudicare gli altri? Probabilmente lo è tanto quanto è difficile non giudicare noi stessi. Forse viene più facile concentrarsi sui difetti degli altri proprio per non rischiare di guardarsi dentro, di guardare alle proprie mancanze che spesso sono quelle che fanno più male.
Fermandomi a riflettere, ho capito che le mie sensazioni negative legate al giudizio degli altri sono anche strettamente legate al mio percorso di introspezione. Il mio guardarmi dentro mi ha portato, nel tempo, a scovare e superare tanti scheletri del mio armadio. Sono proprio quegli scheletri che chiamiamo difetti e che ci fanno essere così tanto severi con noi stessi.
Il piacere di non giudicare
Ho capito che più mi conosco e mi accetto e più accetto le altre persone per quelle che sono, in tutte le loro sfaccettature. Spesso sono proprio quelle sfaccettature che le rendono speciali e uniche. Ho imparato ad accorgermi di tutte le volte che sto esprimendo la mia opinione su qualcuno che ha un modo diverso di agire e di pensare. La bellissima scoperta è che a non giudicare ci si sente meglio, più in pace con se stessi. Ho capito che ognuno agisce nel modo che gli è stato insegnato e che ritiene più giusto in quel momento per la sua realtà. Perché ognuno vede il mondo a modo suo, attraverso quello che ha imparato e che può essere giustissimo per lui e sbagliatissimo per qualcun altro e che è quindi innegabilmente soggettivo.
Giudicando gli altri affermiamo il nostro modo di vedere il mondo e tendiamo a sottolineare in negativo tutto ciò che non corrisponde all’idea che abbiamo di noi.
Giudicare gli altri diventa un modo per affermare noi stessi. Ma davvero ogni volta che giudichiamo qualcuno conosciamo perfettamente la sua realtà dei fatti?
Per concludere
Spesso i contesti che giudichiamo sono diversi da come li vediamo noi, a volte nascondono addirittura situazioni problematiche e complicate. Per questo sarebbe bello se ognuno di noi provasse a mettersi un po’ di più nei panni degli altri. Sarebbe bello se ogni volta che ci scopriamo nel giudicare gli altri provassimo a ricordare come ci si sente ad essere giudicati (perché prima o poi succede a tutti di essere oggetto di critiche e giudizi). Ma soprattutto sarebbe bello se provassimo ad offrire il nostro aiuto anziché il nostro giudizio, dando un contributo positivo, un appoggio costruttivo. Sarebbe bello se imparassimo a non giudicare.
Perché alla fine c’è sempre bisogno di più amore, per se stessi e per gli altri.
